7 aprile 2012

No.6 CAP 27 ITALIANO

-Capitolo precedente-





Capitolo 3
La ragione
***
Non avevamo il governo costituito
allo scopo di proteggere vite
ed elevare un mondo radioso e mite?
Ma i cittadini vivon in povertà, mentre dirigenti si gonfian in prosperità
Su queste lande, non a un uomo soltanto
è concesso dar voce al proprio tormento
Per questo inforcando i nostri pennelli, affidiam tormenti a questi stornelli.
-Canzone folkloristica Cinese [1]

Safu lanciò un urlo.
  Questa sarei io?
Perché? Perché? Perché?
"Oh, ti sei svegliata, Safu? Buon giorno, come ti senti oggi? Oh, vedo che le funzioni cognitive sono tornate normali. Grandioso."
Questa sarei io?
No, non sono io.
Non sono io.
"Ma cosa dici? Guardati, sei meravigliosa. Anzi, non soltanto meravigliosa – già, presto stringerai nelle tue mani bellezza e potere. E sopratutto l'immortalità. Grandioso, non trovi anche tu?"
No. no.
Aiutatemi.
Fammi tornare.
Fammi tornare come prima.
"Safu, non dovresti eccitarti così. Ti senti male, non è così? Già, se ti agiti troppo ti duole la testa, quindi cerca di restare calma. Calmati e pensa allo stato opportuno in cui dovresti essere. Ecco così... bravissima. Ti aiuterò io. Brava così, calmati..."
Shion.
Dov'è Shion?
"Dimentica. Ora sei rinata, devi dimenticare ogni cosa appartenuta alla tua vita passata. Tutto quanto. Non hai più bisogno di più nulla, Safu. Persone, nomi o ricordi."
Io non voglio dimenticare.
Non posso farlo.
Io.... non dimenticherò.
"Lo sai, Safu, domani è l'anniversario della fondazione di questa Città, una festività chiamata 'L'Holy Celebration', la Santa Celebrazione. Eri una cittadina anche tu, dopotutto, sono sicuro che ne sarai già al corrente."
Shion.
Shion, dove sei?
"Le festività sono grandissime sciocchezze. La gente non fa altro che andare in giro facendo un gran baccano, e non sapendo nemmeno per cosa festeggia esattamente. Grandissimi sciocchi, non trovi anche tu? Tuttavia, se non lo fossero sarebbe un bel problema. Ahahah... i veri Santi si trovano esattamente qui, tu ed io. Cosa ne dici di un brindisi, Safu? Ti andrebbe del vino?"
Io non dimenticherò.
Non mi dimenticherò mai di te.
Non sarei mai capace di dimenticarti.
"Safu, perché esprimi tristezza? Sto preparando per te uno splendido dono, sai? Presto farò di te un'esistenza omaggiata da chiunque."
Io continuerò a ricordarti.
Perché questo cuore appartiene a me.
Io non... dimenticherò.
"Uffa, non pensavo ti saresti comportata da bambina viziata. Sai Safu, sono piuttosto deluso. E va bene, allora. Presto vedrai quanto è grande la mia magnanimità, ed allora ti inginocchierai a me per la gratitudine, Safu. Oh, già, ormai non hai più bisogno di quel nome. E allora gettiamolo via, ti attende un nuovo futuro dopotutto! Non ti senti elettrizzata al solo pensiero?"
Non getterò via la mia anima.
Non perderò i miei ricordi.
Non lascerò che mi vengano sottratti i miei sentimenti.
Shion,
Dove...
"Su, vieni qui adesso."
  Shion, dove sei?
Shion aveva appena finito di parlare, rievocando nei dettagli gli ultimi anni a partire dalla notte tempestosa in cui aveva incontrato Nezumi. Era consapevole che per quanto ci provasse, non sarebbe mai riuscito a raccontare l'intera vicenda, né aveva la confidenza di riuscire a descrivere accuratamente ciò che aveva causato un simile sconvolgimento nella sua vita. Ma raccontò ugualmente, cogliendo al meglio delle sue abilità i boccioli delle numerose emozioni che avevano cominciato a fiorire nella sua anima, raccontando le sue esperienze con calma e oggettività, ciò che aveva udito o a cui aveva assistito, gli scenari che si erano estesi davanti ai suoi occhi, i suoni che avevano attraversato i suoi timpani. O almeno questa era stata la sua intenzione.
Eppure, la sua voce usciva fuori tremula e non poteva evitare che un tono implorante vi si insinuasse.
  Sono una persona debole, tanto impotente da non riuscire nemmeno a reprimere le sue emozioni con la propria forza.
Serrò i pugni.
Lo hai sempre saputo, Shion, e da lungo tempo ormai. Sei stato sbattuto di fronte alla tua debolezza ancora e ancora, prima di giungere qui. A cosa serve preoccuparti della tua ignoranza e impotenza proprio ora? Vergognatene pure, ma non è il momento di temerla. Se vacillassi in questo momento, non saresti più in grado di andare avanti. Sei arrivato fin qui, non puoi tirarti indietro. Non sei così debole.
Shion fece un profondo respiro, riprendendo il discorso.
  "Desidero aiutare Safu, sono disposto a tutto pur di portarla fuori da qui. Ecco perché sono venuto in questo luogo, sotto la guida di Nezumi. Non riesco nemmeno a immaginare dove ci troviamo o come sia possibile raggiungere da qui il Penitenziario, ma devo riuscirci comunque, a qualunque costo. È la mia unica certezza. E... sono io ad aver coinvolto Nezumi, ha corso numerosi pericoli per me... anche questa è la verità."
Il vecchio rimase in silenzio. Un silenziosa quiete li avvolgeva e sembrava gravare col suo peso su ciascuno di loro, Shion aveva addirittura l'impressione di poter sentire le ossa scricchiolare.
Nezumi si accovacciò al suo fianco, raccogliendo la camicia scivolata inconsciamente dalle sue mani e gliela riconsegnò.
"Grazie."
  Heh.
Nezumi sorrise.
"Certo che quelle tue buone maniere non ti abbandonano nemmeno in una situazione del genere, eh, signorino? Già che ci siamo, potremmo aggiungerci anche 'ignorante moccioso con un'opinione troppo alta di se'."
"Io? Opinione troppo alta?"
"Già. Non montarti troppo la testa, non sono qui per te, signorino."
Prima che Shion potesse rispondere, Nezumi si voltò dall'altra parte, il suo profilo inespressivo rigettava qualunque sguardo o parola Shion potesse dirgli.
"Rou." L'anziano rimase immobile ad occhi chiusi, non accennando alcuna risposta all'appello di Nezumi. Sembrava stesse meditando o recitando una preghiera nella sua mente.
"Rou, non c'è nulla di falso in quanto detto da Shion. È tutto vero, diverse casualità si sono verificate in No.6 a causa di alcune vespe parassite. Shion si è salvato, ma dubito che alla maggior parte dei cittadini andrà altrettanto bene. Moriranno tutti di una morte insolita..." Nezumi si ammutolì lanciando un'occhiata verso Shion, mentre un'ombra d'incertezza si affacciava nei suoi occhi, seppur molto debole.
  "Rou? Mi stai ascoltando?"
Il capo dell'anziano annuì debolmente. "Sì, la tua voce si propaga armoniosamente, raggiungendo chiara le orecchie di chiunque l'ascolti."
"Ed ha raggiunto anche il tuo cuore?"
"Certamente."
"Allora vorrei che mi rispondessi. Vorrei che me lo rivelassi."
"Il fato di No.6?"
"No, non ho bisogno di interrogare qualcuno per scoprire una cosa simile. So già quello che accadrà: morte e distruzione. Sarò io stesso a premere il grilletto."
"Dunque... cosa vorresti conoscere?"
"La vera natura delle vespe parassite."
Fissando il profilo di Nezumi ad occhi spalancati, Shion si lasciò sfuggire un piccolo grido, poi spostò lo sguardo sull'anziano.
"Mi stai chiedendo di rivelare la verità sulle vespe parassite?" domandò l'anziano.
"Esattamente."
"Perché... lo domandi proprio a me?"
"Perché tu ne sei al corrente" rispose Nezumi. "Ho la sensazione che tu ne sia a conoscenza. Ci penso da diverso tempo ormai: è possibile che tu... sia al corrente delle risposte alla maggior parte delle mie domande." Nezumi lanciò fuori un respiro. I rigidi angoli del suo profilo si incurvarono e il dubbio che ombreggiava il suo volto si fece ancora più oscuro.
"Tu conosci le risposte perché eri un cittadino di No.6. Non un semplice cittadino... ma uno dei fondatori. Sbaglio forse?"
Questa volta dalle labbra di Shion non sfuggì alcuna voce, era rimasta completamente bloccata in gola.
  Uno dei fondatori? Quest'uomo?
"Ho detto qualcosa di errato? Rou?"
  L'anziano non rispose. Sollevando il viso verso la profonda pozza d'oscurità che costituiva il soffitto, Nezumi batté rapidamente le palpebre e, con un movimento insolitamente fiacco, sollevò un braccio.
"Questa." C'era un pezzo di carta dalla forma quadrata stretto tra le dita, che passò immediatamente all'anziano. Si trattava di una vecchia fotografia stampata su speciale carta fotografica.
"Era del vecchio alcolizzato, c'è anche la tua mammina" disse, rivolgendosi a Shion. "Mi sono permesso di prenderla in prestito dai suoi fascicoli."
“Oh, questa... " Si trattava di una delle foto rimescolate tra il contenuto di diversi fascicoli, sparpagliatisi al pavimento il giorno in cui avevano visitato Rikiga seguendo le indicazioni di Karan. La fotografia mostrava sua madre in compagnia dei suoi amici, di diverse decine di anni più giovane. Rikiga, a quel tempo giornalista, aveva raccontato che era stata scattata durante la sua ultima visita in No.6.
A quel tempo, No.6 non possedeva la medesima chiusura, con leggi che richiedessero un permesso per l'ingresso o l'uscita; e a differenza del presente, dove in assenza di permesso era impossibile entrare per qualunque ragione o circostanza, barriere e mura d'acciaio speciale non erano ancora state completate, e spostarsi tra No.6 e il circondario era ancora relativamente facile, secondo quanto raccontato da Rikiga.
"La giovane donna al centro della fotografia è Karan, la madre di Shion."
"Karan."
"La conoscevi, non è così? Dopotutto ti trovi in una fotografia con lei. O è passato così tanto tempo che l'hai dimenticata?"
"Con lei? Quest'uomo, con mia madre?" Shion era talmente sorpreso da sentire la propria bocca spalancata. Non poteva evitare di fissare apertamente l'uomo dai capelli innevati, era consapevole di quanto fosse scortese, ma si ritrovava incapace a distogliere lo sguardo.
  Conosce mia madre? Pensare che quest'uomo, che risiedeva in caverne sotterranee e veniva chiamato 'vecchio', avesse qualche connessione con Karan, era come minimo inconcepibile.
  Inconcepibile, come può essere...? Per un istante, la sorpresa lo aveva colpito così forte da avere la sensazione che la parte più recondita della sua mente stesse fremendo.
Da quando aveva conosciuto Nezumi, ogni confine del suo mondo si era infranto, il mondo stesso in cui aveva vissuto era completamente collassato. Qualunque cosa incontrasse era un mare di sorprese; tutto ciò in cui aveva creduto, di cui mai aveva dubitato, si era rovesciato completamente mostrandogli un aspetto totalmente differente. Aveva sperimentato consapevolezze così intense da fargli fermare il cuore in gola, tante, tante volte.
Meraviglia, sgomento, sorpresa, perplessità, dolore. Aveva sperimentato numerose emozioni e sensazioni, così come era stato costretto a venire a termini con la sua ignoranza; a scontrarsi con la consapevolezza di aver vissuto ignaro e senza compiere alcuno sforzo per conoscere la verità, prima di incontrare Nezumi.
Era questa la ragione per cui faceva tanto male, doleva al punto da ansimare in agonia. Ma anche così – aveva giurato di non esitare al lasciarsi andare a sorpresa o perplessità.
A modo suo, Shion sperava di poter vedere la verità concernente se stesso e il mondo, era determinato a vederla fino in fondo. Non esitava davanti a sorpresa o disorientamento; anzi, ogni qual volta vi si era abbandonato, si era sentito come liberato da un nuovo velo, e che un nuovo aspetto del mondo era stato rivelato davanti ai suoi occhi. Era arrivato addirittura a riverire tali esperienze.
Ma questa volta si sentiva semplicemente attonito. Mentre fissava a bocca aperta il vecchio, le dita di Nezumi gli sfiorarono improvvisamente le labbra. Chissà come mai quelle dita erano sempre tanto fredde? Una sensazione profondamente lontana da sorpresa o perplessità fece capolino nella parte più recondita della sua mente. Nezumi schioccò silenziosamente la lingua.
"Vuoi chiudere quella bocca? Stento a credere quanto idiota sia l'espressione che hai in questo momento."
"Impossibile..." sussurrò Shion. "È questo quello a cui è impossibile credere... Nezumi, cosa succede? Cosa c'entra mia madre in tutto questo? Quest'uomo e mia madre si conoscono... cosa significa?"
"E cosa ne so io?" rispose Nezumi. "Chiedevo appunto perché non ne ho idea. Hai visto la foto del vecchio alcolizzato, no? Il tipo accanto alla tua mammina è..." Nezumi deglutì. "Rou."
La foto scivolò dalle dita dell'anziano, fluttuando al pavimento come il petalo di un fiore.
"Anch'io sono rimasto sbalordito la prima volta che l'ho vista" disse Nezumi. "Avrò avuto un'espressione simile, probabilmente, anche se non così idiota."
Nezumi raccolse la foto, reggendola in modo tale da permetterne a Shion la visione, il quale vi si avvicinò strizzando gli occhi. Era una fotografia piuttosto datata. Diversi giovani, ragazzi e ragazze, erano ritratti davanti a un edificio grigio; Karan si trovava al centro, capelli lunghi e un timido sorriso che portava con sè un'aria ancora fanciullesca. Alla sua destra, un uomo alto dal volto allungato e gli occhi gentili, stringeva tra le mani un camice da laboratorio. Anche dalla vecchia foto, Shion poteva distinguere la profonda intelligenza che risiedeva nei suoi occhi.
  Il mio padrino. Queste parole aveva pronunciato Nezumi puntando l'uomo in questione. È la persona che mi ha dato il nome.
Shion si inginocchiò davanti al vecchio.
"La prego, me lo dica." la sua voce era rauca, la gola dolorosamente secca. "La prego, la verità. È tutto ciò che le chiedo."
Il busto dell'anziano oscillò debolmente, ricordando a Shion l'immagine di un'argentea distesa d'erba che oscillava nel vento. I suoi candidi capelli, che risplendevano debolmente alla luce delle candele, le spighe nel campo argentato.
"Conoscere la verità e salvare la tua amica: pensi che queste due cose possano essere connesse, Shion?" Il ragazzo scosse lentamente il capo in risposta.
"Non lo so." Rispose onestamente. Non lo sapeva per davvero.
Avrebbe dovuto fare qualunque cosa per affrettare il salvataggio di Safu anche di un minuto, un secondo. Ma di cosa aveva bisogno? Aveva davvero bisogno di conoscere la verità sulle vespe parassite, il legame tra sua madre e l'anziano, e il futuro di No.6... conoscere tutto questo era davvero una priorità? Shion non aveva una risposta.
Desiderava conoscere, anelava disperatamente di conoscere, ma in quel momento la cosa più importante era salvare Safu – no?
"Io non lo so... probabilmente il mio conoscere la verità e salvare Safu sono due cose completamente differenti, ma...”
"Ma?"
"Ma io – o forse dovrei dire – noi residenti di No.6, me incluso, siamo rimasti all'oscuro della verità per tutto questo tempo. Abbiamo vissuto le nostre intere esistenze schermati dal vero volto della realtà, la vera forma che rappresenta."
"Semplicemente non ci avete mai provato" osservò Nezumi freddamente. "Se avessi strizzato gli occhi saresti stato in grado di vedere; se avessi cercato la verità, allora l'avresti trovata. Ma non lo avete mai fatto, ebbri e storditi da quella vostra falsa idea d'abbondanza, vi siete lasciati andare, cullandovi in una beata indolenza. Non avete mai provato a guardare attentamente per trovare la realtà. È stata la vostra stessa stoltezza a permettere a No.6 di trasformarsi nel mostro che è oggi."
"Sono sicuro che hai ragione." Shion inalò un respiro. Nezumi aveva ragione. Ma la sai una cosa, Nezumi? Nel periodo in cui ho vissuto con te sono riuscito a sfiorare i germogli della verità, a toccarli con le mie stesse mai. È stato quello il mio punto di partenza, anche questa è una verità.
È di là che sono partito, ed è proprio grazie a questo che mi trovo qui ora.
"Il rapimento di Safu e la comparsa delle vespe parassite... No.6 che si trasforma in un mostro, tutto quanto è accaduto perché abbiamo distolto lo sguardo dalla verità, per tutto questo tempo. Abbiamo commesso gravi crimini; questo l'ho compreso bene. Ma è proprio per questo che desidero sapere. Voglio vedere con i miei stessi occhi la vera forma del mondo..."
Shion si morse le labbra. No, disse quasi a voce alta. Non gli sembrava onesto. Non aveva mentito con l'anziano ma aveva decorato le proprie parole. Rimpianto e rassegnazione verso il passato non erano le sole cose celate dietro la ragione della sua volontà di conoscere la verità.
Curiosità. No, non era un sentimento tanto superficiale; si trattava di un desiderio pesantemente radicato, che si aggrovigliava in circoli fin nelle più remote profondità del suo petto.
  Intrigo verso un mondo che la sua immaginazione era incapace di delineare, interesse verso l'ignoto, e più di ogni altro... l'aspettativa di poter acquisire informazioni che riguardassero Nezumi.
Le parti che Nezumi gli aveva mostrato erano solo un misero frammento del suo essere. Esistevano molti aspetti del ragazzo, che Shion non era ancora riuscito a comprendere. Era qualcosa che percepiva dolorosamente, in ogni circostanza, ovunque si trovassero.
Da dove vieni?
Dove sei nato?
Come hai vissuto fino alla notte di tempesta in cui ti ho incontrato?
Cosa pensavi, credevi e rigettavi nella tua vita fino a quel momento?
E c'è anche la promessa di rivelarmi il tuo vero nome, promessa che non hai ancora mantenuto.
La sua anima si agitava inquieta, scossa dal desiderio di conoscere, non per qualcun altro ma per se stesso. Eppure aveva finto, pretendendo di essere spinto da amicizia o dal desiderio di verità di un ragazzino innocente.
Il suo cuore e le sue parole si voltavano le spalle l'uno con le altre. Quanto meravigliose e razionali erano suonate le parole che avevano lasciato la sua bocca, belle e razionali al punto da apparire false. Le sue stesse parole tentavano di ingannare il suo cuore.
Si morse nuovamente il labbro, affondando i denti con forza.
Sono capace di parlare solo in questo modo?
Perché non riesco a parlare come Nezumi? Posso usare solo parole vuote e superficiali. Perché continuo a fingere? Perché continuo a parlare, se non sono nemmeno pronto a svelare davanti agli altri il vero me stesso?
Nonostante abbia vissuto per mesi al suo fianco...
Inconsciamente diresse il proprio sguardo verso Nezumi. Era impossibile che non avesse notato la decorazione nelle sue parole, eppure il suo profilo non mostrava alcun segno di disdegno, disprezzo o pietà. Si era limitato ad abbassare leggermente il mento, continuando a fissare dritto la vuota pozza d'oscurità.
Nezumi non giocava mai con le parole.
Anche Safu era così.
Come un lampo in un cielo notturno, un'idea balenò nella sua mente. Mai Safu aveva manipolato le sue parole, o almeno, ogni parola rivoltagli dalla ragazza era sempre stata sincera. Numerose volte aveva ricevuto le sue parole dirette e oneste.
Si rese conto di quanto dovesse vergognarsi di sé. Davanti Nezumi come con Safu, poteva solo vergognarsi.
"Io... voglio sapere." Spingeva fuori ogni parola scrupolosamente. "Ci sono troppe cose che non conosco. Ecco perché... voglio sapere. Tutto qui."
Il corpo dell'anziano ondeggiò ancora una volta. "Sapere non significa poter essere felice. Potresti finire per desiderare di non aver mai conosciuto affatto la verità. Ecco il tipo di realtà che potrebbe essere in tua attesa, Shion."
"Sono preparato a questo." Avrebbe preferito la sofferenza derivante dalla conoscenza piuttosto che rimanere beatamente ignorante. Preferiva il dolore e le pene della verità a una falsa felicità. Con tale consapevolezza come carburante, aveva la forza per andare avanti. Non poteva continuare a cullarsi in quell'illusione non utile nemmeno come appiglio.
Si afferrò il petto, come per confermare i suoi stessi sentimenti.
Non nutriva alcun dubbio. I miei sentimenti sono qui, dentro di me. Non sto ingannando nessuno.
"Sono preparato, o almeno credo di esserlo. Anche se – non posso affermare con certezza che non lo rimpiangerò... probabilmente lo rimpiangerò numerose volte... ma credo sia molto meglio di restare nell'ignoranza. Almeno sento che questa sia una verità... per questo, ah, io..." Appena provava a parlare con sincerità, la sua lingua si rifiutava di cooperare. Le parole si rifiutavano di scorrere agevolmente come un attimo prima.
Le parole sincere sono qualcosa di oneroso.
Portano con sé il peso delle convinzioni di chi le pronuncia, delle sue emozioni, dei suoi sentimenti onesti.
L'anziano sorrise all'improvviso, o almeno fu quella l'impressione di Shion; una volta dissolto il sorriso passeggero, l'anziano abbassò lentamente le palpebre, cadendo in pesantemente silenzio.
"Rou, perché sei silenzioso?" Domandò impaziente Nezumi con severità. "Rou!"
"Elyurias." Le labbra dell'anziano si mossero ed un sussurro, simile a un respiro, vi fuggì. Una parola che Shion non era in grado di comprendere.
"Elyurias?" Nezumi aggrottò le sopracciglia. Apparentemente, nemmeno lui ne era in grado.
"È questo il suo nome."
"Di chi?"
"Lei."
"Lei?"
"Nezumi, i tuoi occhi."
"Huh?"
"Chiudi gli occhi. Anche tu, Shion."
Shion e Nezumi si guardarono a vicenda. La voce dell'anziano era bassa e tranquilla. Seppure non contenesse alcun segno di comando, si ritrovarono ugualmente a obbedirvi. Come abbandonandosi alla gentile corrente di un fiume che conduce dolcemente al mare, Shion chiuse dolcemente gli occhi.
"Elyurias" sussurrò ancora una volta l'anziano. "Una grande sovrana, una rara esistenza."
  Elyurias...
Shion sentì Nezumi inalare un respiro al suo fianco.
"Ripensandoci, sembra qualcosa di un lontano passato," proseguì l'anziano. "Si trattava di un periodo in cui questa terra... già, questa terra era ancora senza le sue mura, e al loro posto sorgeva una verde e rigogliosa foresta. C'erano laghi, acquitrini, e pianure erbose. Miriadi di esistenze si intrecciavano, mantenendo tutte insieme l'armonia. Un paradiso... forse l'ultimo paradiso rimasto su questo pianeta. Un paradiso sfuggito alla distruzione ad opera dell'umanità, una terra miracolosa. Un luogo capace di cullare la vita e donare serenità nella morte. Lei risiedeva in questo luogo. Esisteva per davvero, sono stato io stesso a scoprirla."
La voce dell'anziano si fece ancora più bassa.
"Ah, no... questo è qualcosa di arrogante da dire. Non sono stato io a scoprirla, io l'ho incontrata. Ci siamo incontrati per caso... come se fosse stato Dio in persona a guidare il nostro incontro. Elyurias – era una grande sovrana. Lo è ancora, ancora oggi regna su queste terre."
"Elyurias." Imitando l'anziano, Shion ripeté il nome sotto il suo respiro. Elyurias, un suono non familiare alle sue orecchie così come alla sua lingua. Non riusciva a immaginare quale voce o aspetto potesse possedere qualcuno con un simile nome. Per non parlare di qualcuno descritto come un "grande sovrano"... Incredulo, Shion piegò il capo lateralmente. Suonava troppo fastoso, troppo fittizio. Sapeva di dominazione. Possibile che in passato vi fosse esistito un regno in questo luogo? Allo stesso modo in cui No.6 dominava oggi queste terre, questo sovrano chiamato Elyurias aveva governato tutto quanto...
'Lei' Aveva detto l'anziano, dunque si sarebbe trattato di una regina. Un paradiso governato da una regina? Sembra una commedia da quattro soldi, è troppo assurdo.
Avvertì l'aria spostarsi impercettibilmente e un gemito roco raggiunse le sue orecchie. Appena Shion sollevò le palpebre, la prima cosa che saltò agli occhi era Nezumi che si copriva il volto con le mani, sul punto di piegarsi sulle ginocchia.
. "Nezumi!" Nezumi collassò tra le sue braccia, Shion poteva sentire il calore e il peso del suo corpo. Un debole scricchiolio proveniva dalle dita. È come allora, come quella volta.
Erano impegnati in una conversazione nella loro residenza sotterranea, il discorso appena sviato dai virus emergenti al mistero delle vespe parassite, quando Nezumi era collassato all'improvviso.
Stavano bevendo acqua calda, Shion ricordava la tazza di Neumi scivolare di mano e rimbalzare su una pila di libri prima di rotolare lungo il pavimento.
"Nezumi – sta calmo. Riesci a sentirmi?" Shion si inginocchiò, supportando il corpo del ragazzo con le sue braccia. Se si trattava dello stesso malore, non c'era bisogno d'allarmarsi. Nezumi si era ripreso alla perfezione, allora; se si trattava dello stesso malessere, anche adesso...
"Ow!" Shion avvertì cinque dita affondargli con forza nel braccio. Nezumi respirava affannosamente, il petto si sollevava e ricadeva velocemente. Il tremore nelle dita contro il suo braccio, fomentava ancor più la sua preoccupazione.
"Acqua." Sussurrò Shion guardandosi intorno. Nessuno si mosse. "Vi prego, portatemi dell'acqua. Vi prego."
"Tira le cuoia?" Domandò una voce piatta e fredda alle sue spalle. Apparteneva a Sasori, l'uomo dalle sabbiose tonalità, che gli si era portato alle spalle senza che Shion se ne accorgesse.
"Se deve crepare non ha bisogno d'acqua." una nota di disprezzo trapelava dalla sua voce. "Non c'è bisogno di dar nulla a uno che sta crepando, a maggior ragione a qualcuno che ha lasciato questo posto. Nessun bisogno. Assolutamente."
Shion si voltò a guardare l'uomo che aveva concluso il suo discorso con parole tanto concise. Nessun bisogno.
"Portatemela," comandò Shion. Dacché avesse memoria, mai aveva dato ordini in modo tanto oppressivo, eppure tali parole non sembravano strane mentre lasciavano la sua bocca.
"Portatemi dell'acqua, presto!"
Sasori si spostò a disagio, i bordi dei suoi occhi spalancati si muovevano in un tic, e una solitaria goccia di sudore roteò giù dall'estremità.
"Ecco." Una ciotola in legno, piena d'acqua solo per metà, gli venne presentata; era un piccolo bambino a porgergliela, come in un offerta. "Mia madre ha detto di – di portarti questa."
"Grazie." Shion accettò la ciotola; il bambino si voltò e corse via, svanendo nell'oscurità.
  Cheep-cheep.
Un piccolo topino si arrampicò sulla sua spalla, torcendo il musetto fissandogli le mani.
"Nezumi... tieni, bevi." Supportandolo con un braccio, Shion versò lentamente l'acqua nella bocca di Nezumi, la gola si contraeva deglutendo.
"Nezumi, riesci a sentirmi?"
Le palpebre si sollevarono e un paio d'occhi grigi fece capolino al di sotto. Meravigliosi come il colore del cielo prossimo al mattino, che imprigiona la luce, rilasciandola con dolcezza.
Meravigliosi come un cielo agli albori del giorno.
Il chiarore del cielo mattutino, collegato alla speranza per la vita. Un meraviglioso bagliore che celebra coloro decisi a vivere per un nuovo giorno.
Quante volte ho acquisito speranza dallo splendore di quegli occhi.
  Shion schioccò la lingua in frustrazione. Stupido, non è il momento di incantarsi ad ammirare i suoi occhi.
"...Shion."
  "Ti sei ripreso? Bevi lentamente – così – mandala giù tutta. Fai un bel un respiro."
Nezumi seguì ubbidiente le istruzioni. Finita tutta l'acqua della ciotola, tirò un profondo respiro, gettando l'aria in fuori.
"Stai bene?"
"Diciamo."
"Mal di testa? Nausea o palpitazioni..."
"Dieci."
"Huh?"
"Tre più sette fa dieci. E già che ci siamo, ventuno."
"Oh... tre volte sette." Nezumi ricordava le domande poste da Shion al suo risveglio, l'ultima volta in cui era svenuto. Shion soffocò una risata. Già, la realtà in cui avevano passato le ultime ore era crudele e brutale, disseminata d'angoscia, grida e morte, colorata dalle tinte più profonde di terrore, disperazione e intenso rimpianto, eppure si erano susseguiti anche diversi momenti capaci di scaldargli il cuore, momenti in cui aveva sentito il battito del proprio cuore accelerare e il suo spirito librarsi in volo. I suoi ricordi con Nezumi erano sempre così, capaci di infondere calore ed eccitamento al proprio cuore.
Ricordi?
Shion rizzò la schiena, convogliando maggior forza nelle braccia. Si può sapere perché mi metto a pensare ai 'ricordi', come se si trattasse di una persona appartenente al passato? Nezumi mormorò tra le sue braccia.
"Ho sentito il vento."
"Vento?"
"Il vento cantava, ho udito la sua canzone." Nezumi si sollevò. "L'avevo già udita in precedenza, ma questa volta è stata... più chiara. Una gentile melodia..."
"Che tipo di canzone?"
"Era..."
"Potresti cantarla?" Domandò Rou. [2]
"Io? Hm... beh, mi domando se ne sarei in grado."
"Lascia che la ascolti."
Battendo gli occhi, Nezumi cominciando a muovere labbra, diffondendo una canzone dalla melodia cadenzata.
  Il vento porta via le anime, gli uomini rubano i cuori
  Oh terra, vento, pioggia; Oh cieli, oh luce
  Lasciate che tutto resti qui
  Lasciate che tutto resti qui, e
  Che viva in questo luogo
  Oh anima, mio cuore, Oh amore, miei onesti sentimenti
  Tornate qui, a casa
  e restate
Il piccolo topolino restava immobile, come inchiodato sulla spalla di Shion, trattenendo addirittura il respiro. Anche le persone che li circondavano si comportavano allo stesso modo, rapite e immobili nell'oscurità che li celava; gli occhi chiusi e i sensi prestati interamente alla canzone. Ogni cosa si era fatta immobile, persino il tempo sembrava essersi fermato. La voce e il canto di Nezumi sembravano addentrarsi in loro, cingerli e cullarli gentilmente, come se i loro corpi e le loro anime venissero cullate da flutti.
  Il vento porta via le anime, gli uomini rubano i cuori
  Eppure io resto qui
  Continuo a cantare la mia canzone
  Ti prego
  Lascia che il mio canto ti raggiunga
  Ti prego
  Accetta questa mia canzone
Al terminare della canzone qualcuno esalò un gentile sospiro. Non fu il solo, qua e la nell'oscurità, diversi sospiri potevano essere uditi. Nezumi scosse lentamente il capo.
"Ho l'impressione d'averla già udita in precedenza, come se non avessi fatto che ascoltata ancora e ancora, tanto tempo fa. In passato, qualcuno mi ha insegnato questa canzone."
Shion sollevò il capo, interrogando l'anziano seduto nel suo palanchino.
"Crede che questa canzone possa essere in qualche modo connessa con Elyurias?"
"Tu pensi sia così, ragazzo?"
"Sì." Ne era stato certo nel momento stesso in cui aveva pronunciato la risposta, Nezumi ed Elyurias erano connessi. L'anziano strinse gli occhi, lasciando vagare il suo sguardo nel vuoto.
"Lungo tempo è trascorso dall'ultima volta in cui ho avuto l'opportunità di ascoltarla, ero ormai convinto fosse svanita completamente da questa terra. Capisco – dunque esiste ancora qualcuno in grado di cantarla."
"È il vento stesso che canta " Nezumi utilizzò il dorso della mano per asciugarsi le labbra umide. "O forse qualcuno che canta nel vento. Io ... è la sua voce che ascolto, all'improvviso comincio ad udire quella canzone."
L'anziano annuì. "Quando ha cominciato ad accadere?"
"Da qualche giorno. Già – pochi giorni prima della Caccia all'Uomo, questa è la terza volta. Quando accade, la mia coscienza si fa confusa, come riflettori abbassati sul palco... un verde scenario fa la sua comparsa... e poi..."
Gli occhi di Nezumi raggiunsero Shion, lo sguardo pieno d'esitazione. Il ricordo di quella notte tempestosa, la notte in cui lui e Nezumi si erano incontrati, affiorò alla sua mente. Il ragazzo gli era comparso di fronte, fradicio e sanguinante, talmente fragile da sembrare potesse andare in pezzi al semplice tocco. Attratto da quella fragilità e quegli occhi pieni di vita tanto in opposizione, Shion aveva teso la mano.
"Lascia che ti curi la ferita." Parole sfuggite alle sue labbra senza la più piccola ombra di dubbio, senza la più piccola esitazione. Aveva sentito di dover fare qualcosa, che fosse suo dovere proteggere quel ragazzo. Mai aveva provato un simile istinto di protezione nei confronti di qualcuno, prima come dopo quell'incidente.
Un momento vivido e chiaro, scolpitosi a fuoco nella sua vita. Ogni qual volta riportava tali memorie alla sua mente, il suo cuore accelerava nei battiti.
Quella fragilità che era riuscita a risvegliare il suo istinto protettivo – completamente cancellata alla loro riunione di quattro anni più tardi – era tornata ancora una volta in quegli occhi.
Il suo cuore accelerò di battiti.
"Non so" proseguì Nezumi. "Il mio corpo è quello di un bambino, avanzo attraverso una distesa erbosa. Riesco a vedere... il cielo."
"Mh."
"Un cielo dall'azzurro del colore del mare, un blu davvero meraviglioso. Sento un ronzio d'ali... e una canzone, non riesco a distinguere se appartenga a un uomo o una donna. Una voce insolita, come un vento che attraversa il campo erboso, scivolando lungo il terreno o piovendo giù dal cielo. Io... mi trovo semplicemente lì... immobile... e ascolto quella canzone..."
Una melodia di vento, che scivolava attraverso il terreno o pioveva giù dal cielo. Forse...
"Un inno d'offerta?" domandò Shion d'istinto. Il baluginare di un'idea divenuta parola, che abbandonava le sue labbra. "Una canzone d'offerta per Elyurias... per placarla o elogiarla... è così?"
Il petto dell'uomo si espanse e si sgonfiò, prendendo diversi profondi respiri. È agitato?O forse confuso?
"Sasori," chiamò l'anziano. Come una macchia nell'oscurità, l'uomo dal colore della sabbia si materializzò davanti a loro. "Da' loro cibo e ricovero."
"Rou..."
"Non avranno molto tempo per riposare... ma non c'è nulla che possiamo fare a riguardo. Fornisci loro qualunque cosa di cui possano aver bisogno, al meglio delle tue possibilità."
"Perché?" urlò Sasori in preda alla collera. "Perché li aiuti? Nezumi è qualcuno che ha lasciato questo luogo. È andato via, giurando di non farvi mai più ritorno. Tornare dovrebbe essergli proibito, no?"
"È così."
"Ma è tornato, portando per giunta con sé un demone. Rou, come puoi non rendertene conto? Quella persona è l'impersonificazione stessa del male, porterà solo calamità e distruzione." Le dita di Sasori puntavano apertamente Shion.
"Hai visto i suoi occhi qualche momento fa? Quello è lo sguardo del male, occhi d'oscura crudeltà. Nezumi si è lasciato soggiogare da essi.”
  "Ora ascolta." Shion si sentiva ormai più che irritato. "Non hai fatto che ripetere questo ritornello, ti ho solo guardato storto per un attimo, e mi descrivi come se fossi un mostro terribile. Piuttosto rude da parte tua, non cred– "
  Lo scuotere della testa di Sasori lo interruppe, il volto dell'uomo contratto come se ogni parola che lasciava la bocca di Shion fosse un'imprecazione.
"L'incarnazione stessa di un mostro. Rou, mi sta bene aiutare Nezumi, se mi ordini di dargli cibo e ricovero, io obbedirò. Ma non posso fare lo stesso per lui. Se non lo uccidiamo in questo stesso istante, condurrà la disgrazia ad abbattesi su di noi. Potrebbe arrivare ad obliterare la nostra stessa esistenza."
"Sasori" Nezumi si tirò in piedi. "Veleno e medicina spesso si ricavano dalla stessa pianta, ci sono volte in cui è impossibile predire quale delle due sarà fino al momento della sua bevuta. Dico bene?"
"... Dove vorresti arrivare?"
"Che si tratti o meno di un demone, non c'è bisogno di palesare quella che chiami la sua vera natura. In questo momento, la sua identità non ha importanza, conta solo che rimanga in vita.”
"Perché?"
Le dita di Nezumi afferrarono una ciocca di capelli di Shion.
"Sasori, all'interno di questa testa si trovano le più aggiornate informazioni riguardanti la struttura interna del Penitenziario. Accurate quanto i dati di un computer, oserei dire. Senza di esse, non mi sarà possibile distruggere il Penitenziario."
"Distruggere il Penitenziario..." Shock ricoprì il volto di Sasori, e per un solo istante, la sua espressione fece apparire l'uomo colorato di sabbia, umano. Quest'uomo aveva mostrato la stessa reazione di Rikiga e Inukashi alle parole di Nezumi. Ah, ma certo, pensò Shion.
Occhi e carnagione potevano essere di uno strano colore, ma erano le uniche differenze: quest'uomo era fatto di carne e ossa, sangue scorreva attraverso il suo corpo e calore emanava dalla sua persona; avrebbe provato dolore se ferito, e disponeva d'intelletto e emozioni. Era un essere umano, esattamente come loro. Pelle e colore degli occhi erano differenze talmente misere che non avevano la minima rilevanza.
"Non starai davvero pensando di farlo?" Disse incredulo.
"Certo che sì, " rispose Nezumi prontamente. "Anzi, è il mio pensiero costante. Il Penitenziario non è una semplice prigione, si tratta di un laboratorio di ricerca connesso direttamente al cuore di No.6. Se lo distruggessi, aprirei una crepa all'interno di No.6 stessa, ne sono certo. Quella crepa sarà il punto di partenza per gettare No.6 nella sua tomba, ma per farlo ho bisogno di Shion. Te l'ho già detto, Sasori, non ti permetterò di ammazzarlo tanto facilmente."
L'anziano aprì la bocca prima che Sasori potesse farlo a sua volta.
"Potrebbero esserci già numerose crepe sul punto di comparire."
"Cosa? Che intendi?"
"No.6 potrebbe crollare ancor prima che tu abbia il tempo di sferrare il tuo attacco, e questo a causa di Elyurias."
"Rou!" sbraitò Nezumi irritato. "Parla in modo chiaro, fino ad ora non hai pronunciato una singola parola che fossi in grado di capire."
"Nezumi, forse è stato il fato a condurti nuovamente qui con Shion. Forse era stato già deciso."
"Deciso?" replicò Nezumi. "E chi è che deciderebbe il modo in cui dovrei vivere? Che si faccia pure avanti, mai chinerò il capo davanti banali parole come Dio o Fato. Ora basta, Rou, piantala con gli indovinelli. Finiscila con queste assurdità senza senso e rispondi alle mie domande. Eri coinvolto per davvero con la nascita di No.6, non è così?"
"Sì."
"In che modo?"
"Mettiti seduto; e anche tu, Shion. Mettetevi comodi, provvederò affinché vi venga portata dell'acqua, immagino sarete assetati." Prima che l'anziano terminasse di parlare, un paio di ciotole vagamente più grandi della precedente vennero portate loro, colme d'acqua pulita.
Shion avvertì una potentissima sete prendere nuovamente possesso di lui.
Non si era reso conto di quanto disperatamente avesse bisogno d'acqua, si sentiva come prosciugato d'ogni liquido dalle numerose esperienze che lo avevano condotto fin lì, talmente assetato da sentire la gola arida. Quando aveva aiutato Nezumi a bere pochi istanti prima, non si era affatto preoccupato lasciare dell'acqua per sé, completamente dimentico della propria sete. Ma ora ne stava pagando le conseguenze attraverso la sua gola secca, si sentiva letteralmente in fiamme.
"Acqua..." Shion bevve avidamente, sollevando la ciotola tra le mani. Fredda e deliziosa, come l'acqua che Nezumi gli aveva versato tra le labbra ancora e ancora durante la sua battaglia con la vespa parassita – la stessa acqua che scorreva nei pressi delle rovine di Inukashi. Aveva lo stesso sapore delizioso e dissetante.
Prosciugata in un singolo sorso, nuova acqua venne versata nella sua ciotola vuota. Shion si sentiva talmente grato da essere sul punto di piangere.
"Buona, non è vero?"
Shion si ritrovò ad annuire vigorosamente in risposta, troppo buona persino per esprimerlo in parole.
"È ricca di minerali, c'è un lago sotterraneo qui sotto – cavoli, dovevi essere davvero assetato."
Dopo diversi bicchieri d'acqua, Shion si fermò per riprendere fiato. Rimasto finora in attesa, l'anziano aprì finalmente la bocca per parlare.
"Ci vorrà del tempo, non credevo mi sarei trovato costretto a parlarne con qualcuno, un giorno... ma oramai immagino non ci sia scelta. A ogni modo, prima di partire... Nezumi."
Nezumi sollevò il mento.
"Esiste un sentiero che conduce al Penitenziario tuttavia è percorribile solo per metà. C'è una porta a sigillo della strada, ma è possibile aprirla solo dalla loro parte, saranno decenni che non viene aperta."
"Lo so."
"Vi sarà impossibile penetrare nel Penitenziario, a meno che non apriate quella porta. Sei consapevole anche di questo, presumo?"
"Naturalmente.”
"La sua 'apertura da questa parte è impossibile, tantomeno verrà aperta dall'altra, non aspettarti che accada."
"La seccatura, con le porte..." un languido sorriso si allargò sulle labbra di Nezumi, "È che non è sufficiente attendere, perché si spalanchino cortesemente da sole; bisogna tirare la maniglia perché ti lascino passare."
"Hai un piano?"
"Non sono venuto qui impreparato."
"Non m'aspetto che tu agisca senza una qualche strategia, ma non riesco a immaginare come intendi aprire quella porta."
"Shion." Nezumi si accovacciò, posizionando una mano fermamente sulla sua spalla. Sorpreso, il topolino s'affrettò a saltar giù prima di finire schiacciato. "La porta di cui stiamo parlando è quel punto nella mappa che connetteva lo spazio bianco sotterraneo con il pian-terreno. Hai presente dove, no?"
"Sì." La piantina del Penitenziario, che Nezumi gli aveva ordinato di memorizzare come se le loro vite dipendessero da essa, comparve nella sua mente.
"Posizione po1-z22, indicata come Punto X dal lato del Penitenziario."
"Ricordi anche i circuiti elettrici connessi a quel punto, vero?"
"Sì- un vecchio sistema a circuito singolo, niente sistema ausiliario."
"Una porta impossibile da aprire non necessita di un sistema d'appoggio realizzato a regola d'arte," disse Nezumi. "Massima priorità all'efficienza, è necessario rimuovere tutto quello che non sia assolutamente necessario, si tratti di macchine o persone." ridacchiò. "Suona proprio come qualcosa che penserebbe chi ha costruito questo posto, ma è proprio qui che volge in nostro favore."
Nezumi schioccò le dita.
"La porta impossibile da aprire si spalancherà per noi, tireremo la maniglia. Rou, combatteremo la nostra battaglia, non hai nulla di cui preoccuparti."
"Solo la morte è in attesa."
"Nostra?"
"Di molte persone. È probabile che moltissime persone periranno, molte più di quante tu riesca nemmeno a immaginare. Nezumi, tu potresti essere l'unica persona in grado di fermare quanto sta per accadere. Il fato esiste per davvero. È stato il fato a unire le nostre strade, è grazie ad esso che ti trovi qui adesso; come è stato per suo volere che io ed Elyurias ci siamo incontrati. Ma prima, la mia storia... Ascoltate con attenzione, e cerchiamo di far presto, prima che sia troppo tardi. Dovete affrettarvi..."
L'uomo cominciò a raccontare la sua storia di No.6.
Shion e Nezumi si rannicchiarono insieme, le orecchie tese in ascolto, come bambini che ascoltano, immobili, racconti del passato delle labbra del proprio nonno.
La storia di No.6.
Un raccolto di distruzione e rinascita.
-Fine capitolo-


note:
[1] canzone folkloristica cinese. La traduttrice inglese non ha trovato la fonte, quindi quella che leggete è tradotta dal giapponese all'inglese, poi dall'inglese all'italiano.
Non sono una poeta e non pretendo minimamente di esserlo... mi chiedo cosa sia quell'obrobrio che ho scritto. L'originale è questo
When people built the public office
wasn't the reason why
so it could take away their perils
and create a bright and peaceful world?
But the citizens suffer hardship, and the officials bloat with riches
On the vast earth, not a single one
of the citizens can voice their woe
So they take to their brushes, and entrust it to song.
Ci sono diversi miei adattamenti alla traduzione, ma non ci so fare con le rime, abbiate pietà....
per capire che con “brushes” intendeva i pennini per scrivere ci ho messo una vita... alla fine ho dovuto anche optare per pennelli per ragioni di rime... (altra mezzora per trovare la parola XD). Il risultato è ugualmente pessimo, lo so >< L'ultima frase ho preferito metterla in prima persona plurale anziché 3a... quel “they” sarebbe il “not a single one of the citizen”, ma visto che i cittadini sono loro... poi sono in dubbio su tutte le persone usate fin dal principio nella traduzione... sul blog di hiraijuu era tradotta, e all'inizio riportava “quando abbiamo” invece la traduzione di 9th avenue è “quando è stato”, quindi....
[2] questa è una mia congettura, la traduttrice non ha scritto nulla. Immagino sia Rou a parlare qui (anche da quello che si vede nell'anime). In giapponese è facile capire chi parla anche dal modo in cui vengono articolate le parole, 9th avenue lo ha scritto diverse volte. Dunque, in teoria, il lettore giapponese è in grado di percepire chi è a porre la domanda “potresti cantarla?” dal semplice modo in cui è scritto. E poi, non avrebbe senso una domanda simile se partisse da Shion...

20 commenti:

  1. Grazie! Francesca

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  2. Ahh Nezumi...!
    Accidenti, il capitolo si interrompe proprio sul più bello, rivelazioni e svenimento dell'amato Nezumi!
    Uffa!
    Comunque povera Safu; ho letto gli spoiler dei capitoli...
    Che cosa atroce..quello scienziato merita l'inferno più assoluto.
    Grazie per il tuo lavoro, inutile dire con quanto bramoso desiderio attenda la seconda parte del capitolo.
    Non voglio assolutamente farti pressioni...(dai, dai, dai sbrigati...), attenderò fiduciosa(sospirone affranto).
    Scherzo (quasi), ancora grazie.

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    1. sono a metà della correzione, ma oggi ero troppo fusa e non ho continuato... cmq nel caso in cui vuoi leggerlo in inglese, è già online la seconda parte del capitolo, qui http://9th-ave.blogspot.ca/2012/04/novel-no-6-vol-6-ch-3-b.html

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  3. Grazie per il link, e grazie per il tuo lavoro. Non prendermi tanto sul serio quando ti dico di affrettarti; io sono ingorda, avida e per finire un libro sono capacae di non mangiare, non bere e neanche andare al bagno.
    Sono una scema allo stato puro!
    Quando un libro mi piace sono come invasata; drogata allo stato puro!
    Tu sai quali sono i tuoi tempi, per cui fai le cose a modo tuo!
    A me va bene, imparerò ad aspettare!
    Ancora grazie .
    Buona notte!

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    1. tranquilla tranquilla, ho scritto il link perchè capita anche a me, alle volte comincio a leggere qualcosa, vedo che non è aggiornato e trovo il capitolo in inglese, e corro a leggere in inglese (sono il tipo da leggere scans in inglese anche dei manga che compra in italiano, o guardare le raw degli episodi appena usciti, per poi riguardarli subbati XDDDD)
      Cmq problema risolto, il capitolo è postato (e sono in attesa che esca il nuovo capitolo o mezzo capitoletto questa sera.)

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  4. Wow che bello questo capitolo. *_*
    Peccatoche il prossimo sarà incentrato su Karan, Inukashi e Rikiga. Voglio sapere come andrà a finire! T_T Vabè, brava come sempre, anche se ci vuoi di più ultimamente, ma la presentazione è molto accurata.
    Quello che mi incuriosisce un casino è sapere un po' di più sul passato di Nezumio, rispettoa quel poco che ci è stato detto nell'anime! E poi come sempre il rapporto tra Shion e Nezumi è pieno di azioni e pensieri fraintendibili!

    Posso chiederti un favore?
    Cosa dice esattamente in quest'omake di No.6? L'ho tradotto ma ci sono espressioni specifiche che non conosco. Soprattutto se con "Mostro" - il titolo - è riferito a Shion o al cane. Alla fine sono tutti e due adorabili.
    Grazie! *_*

    http://i42.tinypic.com/opr0qh.png

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    1. ok, la traduzione dovrebbe essere questa, più o meno

      "Inukashi: Sembra ti sia lasciato fregare da quello stupido, Nezumi! Ma che carino! Hahaha!
      Nezumi: Parla pure quanto ti pare, vedremo come reagirai quando ne giocherà una anche a te. Quello lì è di un'abilità incredibile.
      Inukashi: Hah! A differenza tua, non intendo farmi fregare tanto facilmente....
      Shion: Nezumi! Inukashi! Guardate!! è un orso!! Il suo pelo è diventato nero per aver giocato nel fango, e ora sembra un orso, visto? è così carino!
      Inukashi:S...Sì... --- Quello lì è pericoloso... M'ha quasi fregato col cane!!!"

      Con i verbi frasali spesso bisogna andare a contesto ^^

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  5. Quindi è riferito a Shion?

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    1. Si, mostro nel senso che è impossibile sfuggire alla sua trappola di pucciosità XDDD

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  6. Sìsì, questo l'avevo capito. Grazie, mille per l'aiuto! Che belli i disegni del manga, quelli dell'anime fanno un po' cagare a confronto! xD
    In effetti Shion + troppo caruccio, però in alcuni disegni è anche sensuale. Uno in particolare dove porta gli occhiali.

    ---> http://i41.tinypic.com/ok2s1.png

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    1. è vero, i disegni stanno diventando sempre più belli, particolari. Se prendi i primi capitoli del manga, la differenza sembra abissale (specialmente nei capelli di Nezumi ^^). Anche i dettagli, le ombre, le espressioni...

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    2. Io li vedo sempre uguali! Davvero si sono "evoluti" in meglio!? O_O

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    3. guarda queste due scene...
      http://mangafox.me/manga/no_6/v01/c002/33.html (ch 3)
      http://mangafox.me/manga/no_6/v04/c013/21.html (ch13)
      cambiati i disegni, i dettagli (guarda i capelli!!) , le ombre, il modo di disegnare i vestiti.

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    4. Hai ragione! Non ci avevo proprio fatto caso, infatti ci sono un sacco di dettagli nuovi.
      Sono migliorati per davvero.
      I disegni dell'anime sono proprio brutti, Shion l'hanno disegnato malissimo, i suoi capelli sono orrendi. Un po' si salva Nezumi. Ma poi anche i paesaggi (dell'anime) potevano curarli meglio, anche perché si trattava di soli 11 episodi. Il manga è tutta un'altra cosa.

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  7. Grazie, grazie, grazie, grazie! Non so più come ringraziarti per il lavoro che fai! Mi scuso se non ho più commentato, ma in questi giorni mi sono immersa nella lettura di questa fantastica Novel in ogni momento libero *^* (lavoro permettendo sob ç_ç) E si! C'è un problema, uno molto grave... questi due, Shion e Nezumi, creano dipendenza xD

    Devo dire che sono veramente colpita o.o le differenze con l'anime sono plateali, mi trovo d'accordo quando si dice che avrebbero potuto fare molto meglio con un maggior numero di episodi. I sentimenti, i pensieri dei personaggi così profondi in realtà, quasi veri, palpabili e molto realistici descritti dalla Asano e tutte le loro sfaccettature caratteriali (che sono veramente molte!) non vengono proprio fuori nella trasposizione animata >< E anche per Inukashi e Rikiga vale la stessa cosa, nella Novel si apprezzano decisamente di più!

    Shion poi... nell'anime è reso così "piatto" quando in realtà ha un io interiore molto molto complesso!

    Beh, chiedo scusa per il flusso chilometrico di pensieri xD Potrei rimanere a parlare per ore ùù" Sono proprio curiosa di sapere se nella Novel verrà descritto meglio il passato del nostro Nezumi! Leggerò gli altri tuoi capitoli quanto prima =) Grazie ancora per la bellissima traduzione ^^

    Sephy~

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    1. oh, un commento così appassionato non può che farmi impegnare ancora più nella traduzione. Come hai detto tu stessa, le differenze tra i due media sono plateali, daltronde l'anime difficilmente poteva offrire uno specchio dell'animo dei personaggi (cosa che il manga sta cercando di fare, ma anche quello non arriva alla novel...). La Asano rapisce con il suo modo di dipingere le persone. I suoi personaggi sono vividi, concreti, reali, possiedono quello spessore che ti spinge a volerli analizzare per comprenderli a fondo. La cosa più affascinante è che non trovi nessuno completamente bianco o nero... ciascuno di loro sembra immerso in una gamma di colori, mille sfaccettature che fanno si che un personaggio non tenda per forza verso il bianco o il nero, verso il buono o il cattivo. E spesso viene offerto il rovescio della medaglia, quello che comunemente può apparire come qualcosa di negativo, qualcuno può concepirla come positiva e viceversa (esempio lampante, la 'luce' tanto temuta da Nezumi).
      Buona lettura allora^^

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  8. Shion il demone ! XD Mi immagino e capisco cosa intenda Sasori._.
    Comunque bellissimo capitolo anche questo sono super preoccupata per Safu,cosa le è successo? Poverina!

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